A Palazzo Grazioli i rappresentanti dei partiti della Cdl senza il padrone di casa
Una «lieve indisposizione» impedisce al premier di prendere parte al summit sulle intercettazioni
ROMA - Il vertice della maggioranza si svolge regolarmente a
Palazzo Grazioli, ma il padrone di casa non c'è. Silvio Berlusconi non
può prendere parte al summit sulla giustizia e sull'uso delle
intercettazioni perché trattenuto a casa sua, a Macherio, da una «lieve
indisposizione» e da un «lieve raffreddore», come fanno sapere dal suo
entourage. Ma nonostante l'assenza del Premier l'accordo viene
raggiunto.

L'INTESA - A comunicarlo è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «C'è accordo nella maggioranza sulla riforma della normativa sulle intercettazioni. L'intesa è stata raggiunta nell'interesse della giustizia e dei cittadini. Faccio i complimenti al ministro Alfano - ha affermato il ministro - sarà lui a divulgare nei tempi e nei modi che riterrà più opportuni i dettagli dell'intesa. È comunque - ha aggiunto - una decisione comune, che va nella direzione che abbiamo sempre sostenuto e cioè di non impedire che le intercettazioni possano essere utilizzate come strumento di indagine, ma al tempo stesso di evitare gli abusi sia nella pubblicazione che nella durata delle stesse».
ALFANO - All'incontro partecipavano i rappresentanti delle forze politiche della maggioranza e oltre al ministro della Difesa, c'era la presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno e naturalmente il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che durante il vertice ha denunciato lo «spreco di denaro dei cittadini per il pagamento delle intercettazioni telefoniche e ambientali». Il monitoraggio voluto dal ministero della Giustizia, secondo il Guardasigilli, ha «messo in luce un andamento dei costi impressionanti»: secondo Alfano, di fatto, «i procuratori della Repubblica non esercitano alcuna verifica su tale tipologia di spesa, ormai fuori controllo e si tratta - ha ricordato alla Camera il Guardasigilli - di centinaia di milioni di euro».
(fonte: corriere.it)



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